Post nella categoria Religione

Il Pungolo

Il Papa: “Il volto di Gesu’ illumini i terremotati dell’Aquila”. Ecco i primi risultati della liberalizzazione dell’energia elettrica.

Il Pungolo

La Chiesa Cattolica brasiliana ha scomunicato due medici per aver fatto abortire una bambina di 9 anni vittima di stupri da parte del patrigno. La Chiesa di Roma ha commentato che “l’aborto è un peccato, sempre”. Ora capisco perché i preti di solito prediligono i maschietti: creano meno problemi se qualcosa va storto.

Cancro XVI

Si parla spesso di tumori e di come curarli, senza sapere che quello più grave e subdolo è la Chiesa Cattolica. Come il cancro devasta famiglie, vita e società, così il Vaticano con i suoi interventi che – ahimè – ancora muovono decine di milioni di persone, riesce a intensificare malattie e mettere a repentaglio altrettante vite umane. Basti pensare al proibizionismo nei confronti del profilattico, che provoca la diffusione di virus come l’HIV e conseguentemente la morte di milioni di persone, spesso bambini.

Per fortuna, però, qualcuno ha trovato un vaccino contro questa malattia (la Chiesa): si chiama Barack Obama o, più genericamente, estero. In altre parole, l’unica nazione ancora veramente infetta da questo morbo è l’Italia, nostro malgrado focolaio primario del malore.

Perché nazioni cattoliche come Spagna e Stati Uniti riescono a proporre matrimoni gay, finanziamenti per gli aborti, pillola del giorno dopo gratuita? Semplice: questi stati sono veramente laici.

L’Italia, purtroppo, ha due grossi problemi in relazione alla Chiesa Cattolica, che ne fanno uno stato meno laico di come crediamo.
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Restyling divino

Ieri ho dedicato il mio pomeriggio a guardare presepi in varie chiese di Cuneo. Questa ridente cittadina di provincia, oltre a essere eletta da Topolino “la città della noia”, raccoglie uno zoccolo duro di appassionati di presepi. Ogni anno le opere realizzate da questi personaggi vengono esposte in alcuni punti nevralgici (religiosamente parlando) della città. Chiese, ovviamente.

In uno di questi luoghi sacri/ameni ho trovato una mostra. Non le consuete panche di legno, ma pannelli atti a pubblicizzare nuove forme sinuose per chiese sempre più innovative: calici, candelabri, altari. Con tanto di preti a fianco, come le donnine nude coricate sulle automobili.

Vedere per credere!

Il Verbo

Lourdes

Oggi JR (così mi piace chiamare il nostro Papa amante della modernità) ha dato particolare spettacolo a Lourdes, città rappresentante per eccellenza di miracoli, miracolati, gadget e capitalismo moderno. Durante il suo discorso davanti a 200 mila persone, il noto Capo di Stato della Città del Vaticano ha espresso alcuni concetti basilari per una serena vita nel 2008.

  • Messa in latino. Dopo che la Gelmini ha deciso di distruggere ancora un pochino la già rantolante – un tempo orgoglio nazionale – scuola italiana, JR ha pensato bene di aiutare tutti i cattolici nel loro ripasso per i corsi di recupero di settembre. Chissà se sono previsti anche i sottotitoli in italiano per gli studenti delle scuole professionali.
  • Niente comunione per i divorziati risposati. Questa l’ho apprezzata: il fatto che Casini tecnicamente non possa più fare la comunione in effetti mi dà un sadico senso di piacere.
  • Al bando le unioni civili. Visto che la Chiesa spesso è nota per le unioni “incivili” tra prete e bambino, è comprensibile che le parole “unione” e “civile” stonino un po’. Va detto che la critica è stata mossa in un paese, la Francia, che ha legalizzato le unioni civili nel 1999: paese che vai, merda che spari! Almeno non lamentiamoci troppo che JR si intromette solo nelle nostre questioni politiche.

Il Pungolo

Il Papa sui pedofili: “Siano giudicati”.

Poi prosegue: “Ad esempio, a Don Gesualdo darei 8+, lui sì che è bravo, mentre a Don Mario solamente 6 e mezzo: li fa urlare troppo”.

[questa idea si presta molto a una vignetta; chiunque abbia voglia di cimentarsi, riceverà onore e gloria, nonché la pubblicazione su questo blog]

Laicità dello stato?

Zapatero

[post pubblicato anche sul blog di Inchiostro]

Il nuovo governo è salito al potere. Gli italiani saranno pure contenti che la democrazia ha vinto, ma l’Europa non sembra essere d’accordo.

Il primo a “lamentarsi” è stato il presidente libico, il quale ha subito espresso dubbi sul Ministro Calderoli. A parte l’opinione personale che ognuno di noi può avere del suddetto esponente della Lega Nord, è indubbia la leggitimità che quest’ultimo ha di diventare Ministro. La faccenda si risolve comunque in fretta. Poche righe, tutto chiarito, non senza un po’ di critiche nei confronti dello straniero che ci viene a insegnare come si governa.

Successivamente è arrivato il momento del governo di Zapatero, con una critica verso gli atti xenofobi, di cui effettivamente c’è da andare poco fieri, verificatisi a Napoli contro i Rom. A quella della Spagna si è aggiunta la voce dell’Unione Europea. Anche in questo caso la risposta è stata diplomatica, ma un po’ fredda: che ognuno si lavi i panni sporchi in casa propria.

Rispetto a un altro leader straniero, invece, c’è stato un comportamento decisamente diverso. Nessun ministro che si indigna e nessun politico che si oppone. Il lettore avrà già capito dal titolo che sto parlando del Papa: quest’ultimo, in un Paese che si definisce laico, altro non è che un capo di stato straniero. E, come tale, non può permettersi di parlare di modifiche alla legge 194 o di mettere il becco nella questione dei Rom.

Proprio riguardo a quest’ultimo argomento, il Cardinal Bagnasco ha recentemente dichiarato: “Occorre neutralizzare gli estremismi, che non possono dettare legge a nessuno e non vanno considerati come la realtà totale di un popolo. E occorre, in positivo, creare condizioni di accoglienza e di dignità per tutti quelli che rispettano le regole della convivenza e si impegnano per una reale integrazione”. Allora, caro Bagnasco, che ne pensi di iniziare a dare il buon esempio? Io propongo un campo nomadi in Piazza S. Pietro. Lì c’è tanto spazio.

Come direbbe Marco Travaglio: “è troppo facile fare i froci col culo degli altri”.

Machina ex deo

Exit

Qualche giorno fa sono andato a una messa. In una Chiesa. Davvero.

Ho vissuto questa esperienza un po’ come un vaccino, un “richiamo” da fare una volta ogni tanto per rafforzare la sicurezza che il mondo ecclesiastico (e, più in generale, quello della fede) non fa per me.

Il prete ha detto le solite formule, ha bevuto il solito bicchiere di buon vino, solita ostia Fabriano, solito segno di pace (se viene scritta su una bandiera colorata è un segno politico, ma se lo dice il prete a messa è quella “vera”), comunione. Repetita iuvant.

Sembra un politico: ripete da 40 anni le stesse cose, e la gente continua a crederci. Ormai ho adottato il metodo Cagnotti per affermare il mio ateismo. Invece di sostenere che Dio non esiste, dovendolo giustificare, preferisco lasciare al credente lo sbattimento della spiegazione. “Sei credente?”, “Ah, perché? Dovrei esserlo?”.

Nel pomeriggio, poi, sono andato a vedere su internet se ci sono modi per essere “sbattezzati“, e ho scoperto che basta una raccomandata. Ci farò un pensierino: d’altronde è troppo comodo partire dal presupposto che un bambino voglia ricevere il sacramento. Gesù stesso ha ricevuto il battesimo a 30 anni, e io rivoglio il mio peccato originale!

Il Pungolo

L’Osservatore Romano ha dichiarato che “Dio non esclude gli extraterrestri”. Il Vaticano ha aggiunto: “potrebbe far parte del disegno divino”.

D’altra parte, in qualche modo bisognava pur spiegare l’esistenza di Giuliano Ferrara. Non sempre la fede è sufficiente…

Coraggio!

Italia dei valori

Non ho mai nascosto le mie idee politiche a nessuno, ma oggi voglio enfatizzare la mia posizione perché sono ottimista.

Ottimista, davvero, perché il leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro, ha pubblicato sul suo sito web 11 punti chiave della sua campagna elettorale, condivisi dal sottoscritto al 100%. Trovo molto coraggioso l’inserimento di alcuni di essi, che io non considero né di destra, né di sinistra. Tra questi compaiono, in ordine sparso: percentuale massima di precari in azienda al 10%, obbligo per gli stranieri di scontare pene nel Paese di origine, eliminazione del conflitto di interessi, una sola televisione pubblica senza pubblicità, eliminazione dei finanziamenti pubblici all’editoria, interdizione ai condannati in Parlamento, estensione di tutti i diritti alle coppie di fatto, abolizione delle Province.

Sono cosciente del fatto che per ora sono solo parole, ma una prima “prova” della buona fede dell’iniziativa si può toccare con mano. L’Italia dei Valori è attualmente in coalizione con il Partito Democratico, che ha accettato senza condizioni l’eliminazione dei condannati tra i candidati del partito. Questo vuol dire che tutti i candidati del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori hanno la fedina penale pulita.

Si legge dal sito di Antonio di Pietro:

Ho ricevuto un impegno: si andrà proprio nella direzione che noi abbiamo voluto, a cominciare da un impegno formale non solo di fare una legge con cui i condannati non si potranno più candidare, ma cominceremo noi stessi, sia l’Italia dei Valori come il Partito Democratico, al nostro interno e a prescindere dalla legge, a non candidare persone condannate.

In un paese normale, questo dovrebbe essere la prassi, ma siccome non siamo in un paese normale, la visione distorta che abbiamo della politica fa sì che questo sembri un’innovazione che dà speranza.

E, per quanto mi riguarda, sta funzionando. In particolare aggiungendo due particolari fondamentali del Partito Democratico:

  1. Innanzi tutto la capacità di Veltroni di “smarcarsi” da Prodi, il cui governo non fa certo una buona pubblicità al nuovo partito. Un po’ per colpa della legge elettorale, un po’ per colpa dell’accozzaglia di idee che raggruppava la coalizione, il lavoro dell’ex premier era impossibile fin dal principio.
  2. In secondo luogo l’allontanamento dell’estrema sinistra la quale, nonostante la sua reputazione “pulita”, rischierebbe da una parte di frenare il governo (come è successo in passato) e dall’altra di far perdere i consensi degli elettori centristi.

Rimane ancora il problema Binetti, ma dopo le dichiarazioni del Papa di qualche giorno fa, Walter Veltroni, leader del Partito Democratico, potrebbe aver promesso all’ex senatrice la successione di Benedetto XVI in cambio del suo silenzio.

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