Quanti di voi mangerebbero una tartina di leone? Oppure di panda? Nessuno, credo. Al di là delle motivazioni culturali, tutti diremmo: “Guai, sono animali in estinzione”. Questo è vero, sono animali a rischio, ma forse non così tanto.
Nella Red List dello IUCN, il principale database di specie animali, esiste un motore di ricerca attraverso cui monitorare la situazione di ognuna di esse, dalla più piccola alla più grande, dalla più nota alla più sconosciuta. Il “grado di rischio” di ciascuna specie varia in base ad alcuni parametri.
Il Panda (Ailuropoda melanoleuca), simbolo del WWF e del rischio di estinzione per antonomasia, è considerato ENDANGERED, ovvero “a rischio”. Se però ci divertiamo con il motore di ricerca, scopriamo che l’anguilla (Anguilla anguilla) è CRITICALLY ENDANGERED. Quella sì che è a rischio estinzione. Però è sott’acqua, non è morbidosa e non ne esiste una versione peluche di Trudy.
28 Vendemmiaio CCXVIII - 19 ottobre 2009 alle ore 16:19·
Dal mondo
Altro che “l’immagine è zero”, come recitava tempo fa una nota pubblicità di bibite. L’immagine è tutto, soprattutto per le grandi aziende, e soprattutto per i colori.
Se infatti può passare inosservato il “blu IBM” della cravatta di un mio amico (alla fine si tratta pur sempre di una cravatta), salta però all’occhio la decisione di una nota casa farmaceutica di dare al suo sciroppo per la tosse lo stesso colore del logo. Ecco la foto.
Notata la somiglianza tra il liquido nel flacone e il logo “Vicks” sulla confezione? Qualcuno può pensare a un caso, uno scherzo del destino che ha voluto che lo sciroppo avesse proprio quella gradazione di verde. E invece no. Basta sbirciare tra gli ingredienti.
Ecco che il mistero è risolto: giallo chinolina e blu indigotina. Anche un bambino delle scuole elementari sa che blu e giallo mescolati producono il verde.
La situazione è grave. Quando in un Paese che si definisce democratico l’opposizione è ridotta a chiedere aiuto all’estero, significa che una possibile dittatura è alle porte.
L’Italia dei Valori, quella che io considero l’unica vera forza di opposizione all’attuale governo guidato da Berlusconi, ha cavalcato l’onda del G8 per far sapere al mondo come in Italia la democrazia sia realmente a rischio. Ha parlato del Lodo Alfano, ha parlato del processo Mills, ha parlato della cena tra Berlusconi e due dei Giudici della Corte Costituzionale.
Tuttavia, ed è questo il vero problema, in Italia queste cose le sappiamo. Non siamo in Cina. I nostri giornali, anche se con meno attenzione di quanto potremmo aspettarci, le notizie le danno ancora. I telegiornali meno, è vero, ma il processo Mills e il Lodo Alfano sono informazioni che non sono passate inosservate.
Uscite, fate un giro, oppure state a casa e leggete internet. La vera informazione è qui; lo sono i blog, i giornali di ogni parte del mondo, lo sono le persone comuni che tutti i giorni usano la rete anche solo per dire come si sentono. Tramite Twitter il mondo ha saputo delle scosse sismiche in Abruzzo con tre ore di anticipo rispetto all’informazione tradizionale.
Questo è il futuro, ma solo nel nostro paese. Nel resto del mondo, infatti, è già presente.
Dopo lo straordinario risultato del Partito Pirata in Svezia, che è riuscito a prendere un parlamentare europeo, ecco una seconda pesantissima stangata per le case discografiche e cinematografiche.
Vale la pena accostare la situazione della Francia con quella dell’Italia, almeno in due punti.
Il Consiglio Costituzionale francese opera in modo analogo alla Corte Costituzionale italiana. Tuttavia tra le due esiste una enorme differenza: quella francese agisce prima che la legge venga approvata. Se quella italiana funzionasse nello stesso modo, probabilmente ora l’Italia non avrebbe il lodo Alfano e, soprattutto, Berlusconi sarebbe processato per il caso Mills.
14 Pratile CCXVII - 2 giugno 2009 alle ore 12:21·
Dal mondo, Musica
Ce l’ha fatta solo Microsoft. Per anni ci avevano provato tutti, senza risultati.
Oggetto dell’evento: riunire sotto un unico tetto ciò che rimane dei Beatles (in una sorta di “primiera” degna della miglior parita a Scopa): Paul McCartney (7), Ringo Starr (7) e le vedove (6 e 6) dei due componenti mancanti: George Harrison e John Lennon, rispettivamente l’altro 7 e il 7 bello di questa primiera da urlo.
L’occasione per questa riunione di famiglia è stata la presentazione del nuovo videogioco “The Beatles: Rock Band” prodotto da Mtv e Microsoft.
I quattro (strapagati?) ospiti hanno espresso apprezzamento per il gioco, disponibile per tutte le maggiori console a partire dal 9 settembre (si ripete ogni anno il classico giochino 09-09-09). Nota di colore: la canzone “All you need is love” per il videogioco sarà disponibile a parte, solamente per Xbox360, e il ricavato delle vendite del brano sarà devoluto a Medici Senza Frontiere.
13 Pratile CCXVII - 1 giugno 2009 alle ore 17:00·
Dal mondo
Qualche giorno fa sono andato in farmacia per compare la pillola.
Sì, proprio quella che prendono le donne per divertirsi senza generare prole. Quella che il Vaticano disprezza e identifica probabilmente con il diavolo. Quante forme può assumere belzebù…
Per acquistare la pillola c’è bisogno della ricetta, ma io non l’avevo. Il dialogo con la farmacista è stato piuttosto spassoso:
- Buongiorno, vorrei questa pillola – dico indicando il foglietto su cui mi ero scritto il nome.
- Lo sa che ci vuole la ricetta, vero?
- Sì, lo so, ma la persona che mi ha mandato a comparle mi ha detto di provare ugualmente; al massimo torna lei domani.
- No, non c’è problema. L’importante è che questa persona abbia la ricetta.
- Certo che ce l’ha.
- Ecco qui, sono quindici euro e cinquanta.
Perfetto.
Ora mi piacerebbe immaginare una scena simile in un’armeria (ce n’è una in centro a Pavia).
È chiaro che le due cose non sono confrontabili, ma siamo pur sempre in Italia. Questo avvenimento mi ha fatto riflettere sulla cultura svedese a confronto con la cultura italiana, quest’ultima sempre in cerca di leggi da far rispettare, quando gli autori stessi delle norme sono quelli che non le rispettano.
Finlandia. L’Università di Helsinki ha preparato delle brochure da inviare in tutta Europa (quindi anche in Italia) per pubblicizzare i propri atenei. Ebbene, sul depliant in oggetto è riportata una frase che, tradotta in italiano, recita all’incirca: “Si fa presente che in Finlandia siamo abituati a rispettare le regole”. Come mettere le mani avanti…
11 Pratile CCXVII - 30 maggio 2009 alle ore 22:09·
Dal mondo
Ultima tappa del mio viaggio, Stoccolma.
Sono due le cose che mi hanno colpito all’arrivo all’aeroporto di Skavsta. In primo luogo l’aeroporto stesso, ad uso delle sole compagnie low cost e soprannominato dal sottoscritto “aeroporto Ikea”: lo scalo è stato infatti recentemente ristrutturato e ha l’aspetto della nota catena svedese di mobili.
Non poteva poi non attirare la mia attenzione il cielo non completamente buio nonostante fossero le 23. Il binomio latitudine-periodo prevede infatti che il sole di fatto non tramonti praticamente mai.
Quella luce solare che d’inverno la popolazione sente mancare, d’estate cerca di sfruttarla al massimo: l’ostello era infatti sprovvisto di qualsivoglia tipo di tapparelle e/o persiane per cui la sveglia alle 4 era garantita. Per fortuna era una vacanza.
La cultura svedese è molto più occidentale di quella delle tappe precedenti, e si può dire che Stoccolma sia una vera e propria città europea: centri commerciali, prezzi alle stelle, metropolitana, banche. Meno europea è però la sua topologia: il centro urbano è costruito su un vero e proprio arcipelago. L’isola centrale, Gamla Stan, è la principale meta di turisti, con il suo carattere antico e le sue stradine tipiche dei paesi marittimi.
Il primo è sostanzialmente un parco di divertimenti in stile Gardaland, se non fosse per la peculiarità tutta nordica di essere nel centro della città .
Il Wasa Museet è forse l’attrazione più interessante di Stoccolma. Trattasi di una nave da guerra del 1600, affondata dopo solamente 1500 metri nel porto della capitale, ripescata nel 1960 grazie alla pazzia economica di un finanziatore svedese. Il museo che vi è costruito intorno riesce a ricreare in vari momenti la magia dell’epoca che ha visto nascere il vascello. Una tappa assolutamente da non perdere.
10 Pratile CCXVII - 29 maggio 2009 alle ore 19:04·
Dal mondo
Come per il volo Milano-Riga, anche per la seconda tappa per Stoccolma ho scelto l’aeroporto lettone per viaggare (3 euro contro 100 fanno cambiare idea). Dato poi che l’aeroporto di Vilnius è grande all’incirca quanto la stazione ferroviaria di Pavia, la scelta non fa che pendere ulteriormente verso Riga.
Viaggio per viaggio, ho preso il bus da Vilnius al mattino nonostante il mio aereo partisse alle 22, in modo da trascorrere una buona mezza giornata nella capitale lettone.
Il viaggio in pullman non è stato confortevole come all’andata (niente internet, questa volta, a causa del cambio di compagnia per incastrare gli orari), ma è trascorso comunque in fretta e senza intoppi. Solito controllo a tappeto tra Lituania e Lettonia, ma arrivo ampiamente in time alla stazione di Riga.
La differenza dal resto dell’Europa, però, si sente ancora nei prezzi dei beni di prima necessità , ancora in linea con l’epoca della lira, il che mi fa pensare che le mie teorie sull’aumento dei prezzi causato dall’entrata in vigore dell’Euro non fossero poi delle immense stupidaggini. Il costo del cibo è di molto inferiore a quello dell’Italia, mentre i prezzi di servizi e beni resta in linea con quelli cui sono abituato.
D’altronde, qualunque commerciante avrebbe reagito all’entrata in vigore dell’Euro in questo modo:
L’introduzione di una nuova valuta innanzi tutto permette ai più furbi di praticare conversioni “creative” dalla moneta locale a quella nuova.
I governi stessi fanno fatica a controllare l’aumento dei prezzi.
I beni che costano meno e che non sono “statalizzati”, il cibo in testa, è la prima cosa che tende a salire. I servizi, come corrente elettrica e biglietti dei treni, difficilmente riuscirebbero a salire senza dare nell’occhio, mentre per il cibo, bene a basso costo ma indispensabile, passare inosservato riesce paradossalmente più semplice.
In Italia, poi, abbiamo avuto un cambio nettamente sfavorevole, per cui quello che prima costava 2.000 lire è diventato 1,03 euro, troppo scomodo per i resti e i calcoli, ma ugualmente troppo sconveniente per diventare 1 euro. Per questo motivo è balzato immediatamente a 1,50 euro; il salto a 2 (e quindi di fatto a un raddoppio) era solo questione di tempo.
Discorso diverso invece per i servizi e i beni importati, in quanto più gestibili, più controllati e soprattutto più confrontabili con le nazioni adiacenti (che non hanno avuto un cambio altrettanto fatalmente sfavorevole).
Esempi pratici.
Tre the + torta + pasticcino in centro a Riga: circa 3 euro. Meno della metà dell’Italia.
Maglietta in un centro commerciale: circa 10 euro. Come in Italia.
Cuffie In-Ear prodotte da Bose: 99 euro. Identico all’Italia.
Cena in ristorante nella Piazza Centrale della Capitale, pesce con verdure: 12 euro. Molto meno che in Italia.
Merita una nota il parco della città , curato fin nei minimi particolari.
Dopo la cena, si parte in bus per l’aeroporto di Riga. Prossima tappa: Stoccolma.
4 Pratile CCXVII - 23 maggio 2009 alle ore 15:00·
Dal mondo
Superati i palazzoni, mi ritrovo nel centro della capitale. Ogni simbolo che può ricondurre alla dominazione sovietica è ormai scomparso, per far posto alla cultura occidentale che ha preso il sopravvento: centri commerciali, negozi di elettronica, banche.
Su quest’ultimo punto una riflessione è d’obbligo: le banche sono quasi esclusivamente straniere, in gran parte svedesi. Al momento dell’indipendenza la nazione non si è trovata pronta per l’ingresso nel capitalismo, per cui la situazione è sfuggita di mano a favore della moneta straniera. La casa dove ero ospitato si trovava a 100 metri da una filiale lituana di Unicredit.
Al centro della città sorge il castello, costruito nel 1400, da cui si può salire nell’unica torre rimasta in piedi, per gran parte ricostruita in tempi recenti. Il resto del castello (così come parte della torre) è stato pesantemente danneggiato durante le due Guerre Mondiali.
Mi ha graziato il clima, stranamente favorevole considerando le temperature medie del periodo. Se nel periodo primaverile si riesce a gironzolare con felpa e giacca, in inverno il termometro non si fa troppi problemi a scendere sotto i -10 gradi, difficili da sopportare per un italiano sotto qualunque giaccone. Ma non per le Babushke, letteralmente nonne, termine con cui lo straniero solitamente denota le anziane signore che vendono nelle vie del centro calzettoni e altri invernalissimi indumenti fatti a mano.
3 Pratile CCXVII - 22 maggio 2009 alle ore 15:00·
Dal mondo
Si fa presto a dire “nulla die sine linea” per poi stare zitti una settimana. Tuttavia la mia assenza è giustificata da un viaggio che mi ha portato a visitare tre paesi in cui non ero mai stato: Lituania, Lettonia e Svezia.
In realtà la tappa in Lettonia non era prevista, ma la corsa al risparmio ha fatto diventare Riga (la capitale) una tappa obbligatoria per via delle rotte aeree: arrivare direttamente a Vilnius sarebbe stato economicamente improponibile, visto che la Lituania è attualmente priva di linee low-cost.
Per raggiungere la capitale lituana, quindi, ho deciso di utilizzare il servizio di autobus che fa da spola tra Riga e Vilnius, 300 km in circa 5 ore. Il mezzo, estremamente comodo e dotato di tutti i comfort “standard”, permetteva addirittura ai viaggiatori di collegarsi a internet tramite una rete wireless interna, basata sulle reti cellulari lettoni e lituane. In Italia un servizio del genere sarebbe totalmente illegale, in quanto le norme in vigore nel nostro paese impongono al detentore del collegamento il censimento di tutte le persone che usufruiscono del servizio. L’ultima assegnazione dei Big Brother Awards italiani ha centrato il problema pluripremiando Gabriella Carlucci.
L’impronta sovietica, ormai quasi annientata dal centro della città , torna come un’ombra nei degradati quartieri periferici pieni di palazzoni in cemento armato tipici dell’iconografia della dominazione precedente.